Che cosa ci aspettiamo dal nuovo anno?

Un’indagine di Serena con la terapeuta e i colleghi

di Serena

Ognuno di noi ha un’opinione diversa. Riteniamo che sia utile mettere in evidenza il punto di vista di ognuno. La dottoressa si aspetta dall’anno che verrà che cambino in meglio alcuni aspetti della vita soprattutto vista la bruttissima situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia da COVID 19 e che ci sia maggior serenità tra gli esseri umani. A questo proposito cfr. le canzoni stupende di John Lennon Imagine ed Ebony and Ivory, live together in perfect harmony… ed anche il celeberrimo discorso che mette in luce il sogno di Martin Luther King I have a dream…

Vorremmo che non dilagasse la rassegnazione, ovvero:

  1. Subire senza accettare l’insicurezza e quindi rassegnarsi e non accettare la realtà.
  2. Accettare i nostri limiti e quindi anche capirli anche se i limiti portano con sé l’ignoto che non si conosce. Tutto ciò che non si conosce fa paura, ma l’ignoto è anche quello che ci spinge a superare i nostri limiti perché solo mettendosi in gioco si capiscono anche le proprie potenzialità.

Se uno non si mette in gioco è fatalista e cerca di esorcizzare il male in mille modi: ad esempio indossando indumenti o intimo rosso, leggendo gli oroscopi o andando dalle cartomanti o chiromanti a farsi predire il futuro. La paura del male è ovviamente vecchia quanto il mondo ma non saranno certo questi i modi per conoscere il nostro futuro!.  Per il futuro non bisogna essere fatalisti ma al contrario agire e per compiere qualsiasi azione dobbiamo cogliere il senso dei nostri limiti ed imparare qualcosa da essi perché nessuno è stato messo sulla Terra per caso. A questo proposito cfr. la canzone liturgica che si canta a messa “Con Te faremo cose grandi, il cammino che percorreremo insieme…”.

La mia amica dice che quest’anno si propone di agire quand’è il momento, rassegnarsi a quello che non può cambiare e capire quando combattere e quando no.

Personalmente penso che se uno non si pone delle domande esistenziali profonde rimane nell’oblio. L’umanità s’interroga sulle proprie mancanze perché vuole capire i propri limiti. La pandemia del COVID 19 che stiamo vivendo ci ha limitato tremendamente dal punto di vista economico, politico e soprattutto sociale perché continua ad impedirci di avere una vita sociale piena e di svolgere appieno le nostre attività lavorative e scolastiche (infatti lavoriamo in smart working ed i nostri ragazzi vanno a scuola in DAD entrambe da remoto).

Il tempo è un altro nostro limite oggettivo. Il tempo che passa è inesorabile ed inevitabile: quando siamo tranquilli il tempo si dilata ma quando siamo stressati diventa breve. Questo crea molto nervosismo e molto stress.

Aspettative anche “pratiche”: per il centro vorrei proporre più attività e magari chiedere agli altri di insegnarmi quello che sanno fare (ad es. carte, cucito, uncinetto, maglia, cucina o magari drum circle o musica in generale nonché bricolage). Ovviamente anch’io intendo fare altrettanto con loro ad es. con le lingue perché mi sono laureata in inglese e tedesco. Dagli operatori mi aspetto che m’infondano calma, serenità e fiducia in me stessa

Pensieri corali per il 2022 a cura di alcuni altri miei “colleghi” del giornale ed anche dei dottori stessi.

Qualcuno si augura più serenità, più tranquillità, più risorse, di essere più capito riguardo al futuro, perché per lei stare in comunità è uno stress psicologico che però non è solo suo.

Un altro vuole essere più combattivo, avere più voglia di mettersi in gioco, essere più incanalato e consolidato cioè convinto e deciso nel raggiungere i suoi obiettivi per diventare, cito testuali parole, “uomo fatto e finito”.

Un altro ancora vuole più capacità di lavorare in gruppo e quindi ci chiede maggior collaborazione tra noi.

Da ultimo c’è un altro ragazzo che vorrebbe non avere o non aver avuto paura di chiedere aiuto nei momenti brutti della sua vita quando ha avuto grandi problemi.

Secondo il dottore per me, Serena, sarebbe importante imparare a non interrompere. Io credo di farlo per curiosità, ma in realtà sono al limite del “ficcanasiamo cioè della curiosità all’ennesima potenza” che non è un bene ma al contrario disturba ed imbarazza gli altri che potrebbero anche reagire male.

Battutina finale: Ragazzi miei in conclusione spero che tutto quanto detto si avveri non solo razionalmente ma anche con un pizzico di fortuna e scaramanzia.

Buon anno a tutti: datevi sì da fare ma consultate anche i tarocchi, leggete anche i vostri oroscopi e strizzate anche l’occhiolino alle stelle. Buona fortuna e che le stelle ci siano propizie!

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