Libero Aribitrio

I nostri limiti anche in rapporto agli avvenimenti che si sono svolti al quartiere EUR di Roma per il G20 e in occasione della conferenza sui cambiamenti climatici – COP26 – che si è tenuta a Glasgow in Scozia.

di Serena

  Capitolo 1° Libero arbitrio:Introduzione, definizione e suo significato religioso-

Vorrei scrivere un articolo sul libero arbitrio per sensibilizzare i lettori del nostro giornalino sulla libertà ma anche il discernimento ed il suo significato religioso. L’uomo sa bene di non essere padrone della sua via e di non dirigere autonomamente i suoi passi. Ecco quindi il concetto di LIBERTA’: non FACCIO QUELLO CHE voglio ma USO BENE LA RESPONSABILITA’. libero arbitrio e giustizia vanno soppesati. Quindi: libero arbitrio sì ma anche discernimento.  

La mia libertà finisce dove io vado ad urtare in modo più o meno pesante i nervi degli altri.

La vita è quello che uno vive;

La via è invece come noi scegliamo di dirigere ed orientare la nostra vita. Questo noi non lo possiamo sapere del tutto ma neanche Dio lo sa. Dio è immortale, onnipotente ma anche noi siamo “scintille di Dio”, il suo Corpo Mistico perché Dio è dentro di noi. Quando capiamo questo capiamo anche almeno in parte la nostra vocazione di cristiani nel mondo. Tra parentesi, Cristo Re, l’ultima domenica dell’anno liturgico prima dell’Avvento, è anche l’ennesima giornata mondiale della gioventù a livello diocesano a Roma. In quest’occasione il Papa durante l’omelia della messa dalla Basilica Vaticana ha detto che bisogna investire sui giovani che devono “sognare” grandi ideali perché un giovane che non sogna invecchia prima del tempo e non bisogna assolutamente scendere a compromessi, perché Dio non vuole servilismo. Altrimenti si diventa ipocriti come anch’io per prima ammetto purtroppo di essere.

Al contrario, per “regnare bisogna servire la causa della verità”. Cito a questo proposito il Vangelo di domenica scorsa 28 nov. in cui Gesù viene condotto davanti a Pilato nel Pretorio poco prima della Passione e gli dice di essere Re, ma non di un regno che esalta ricchezza, potenza e fama ma umiltà e mitezza. Quindi: regnare è servire. Siamo tutti peccatori sì come dice anche il Papa stesso che ci chiede sempre di ricordarci di pregare per Lui ma non ipocriti. Bisogna dire le cose come stanno davvero e non avere paura di servire gli altri in nome di Gesù. Le giornate mondiali della gioventù diocesane di Roma e delle altre diocesi ci preparano alla GMG del 2023 di Lisbona, capitale del Portogallo. A quel punto credo e spero che moltissimi giovani, me compresa, COVID 19 e gambe permettendo, si metteranno al servizio del prossimo così da poter verificare fino a che punto siano davvero credenti e dove invece pecchino d’ipocrisia e falsità.

ANCHE QUESTO IMPLICA UNA SCELTA.

Ma come ho già detto, qui il problema non è religioso. La via è lo scopo che ci guida verso cui vogliamo tendere e che scegliamo noi.  Ecco la nostra LIBERTA’ che però dev’essere in linea con valori spirituali giusti e profondi. Quindi, non si può dire “Le regole mi stanno strette”, come dice anche un nostro amico e collega del giornalino.

Ecco perché allora nei momenti cruciali, importanti della nostra vita bisogna avere capacità di discernimento.  

Capitolo2° Esempi personali di libero arbitrio riferiti anche della mia famiglia-

BISOGNA CAPIRE I PROBLEMI DEgli ALTRI E METTERSI NEI LORO PANNI. CHI SI TROVA IN DIFFICOLTA’ DEVE CERCARE DI FARLO CAPIRE AGLI ALTRI MA SEMBRA CHE CERTE PERSONE NON ASCOLTINO. QUINDI LA LORO PRIMA REAZIONE E’LA RABBIA.

Noi non siamo prigionieri delle regole, siamo liberi, sì ma giorno d’oggi c’è poca empatia

E qui posso citare i miei problemi familiari: Mio papà ultimamente è nervoso per i molti lavori di manutenzione di casa e risponde male a me e soprattutto a mia mamma che in questo è molto debole e non sa come difendersi. Da questa situazione nascono discussioni accalorate in famiglia. Contro la rabbia farmaci curativi non esistono.

In alternativa ci SAREBBE al condizionale la psicoterapia individuale e di gruppo perché si tirano fuori i problemi nel modo giusto e permette un distacco. Siamo in una stanza con persone amiche, si vedono le cose a distanza e si ritrova così l’equilibrio. Con i miei però questo non è assolutamente possibile. Ho provato a parlare loro della faccenda varie volte ma loro sono irremovibili. Perciò la rabbia in famiglia mi capita spessissimo. Il problema di mio papà è che è molto esigente con se stesso, crede di essere perfetto e pretende che anche gli altri lo siano. Il vero problema per lui è che in primo luogo non si rende conto e non ammette di avere difetti di carattere, ed in seconda battuta non accetta gli altri perché in realtà non accetta neanche se stesso. Questo succede anche con mia sorella Marina che tutti in casa abbiamo sempre chiamato “la bionica”, per la forza del carattere, la determinazione e la volontà di raggiungere qualsiasi obiettivo si ponga con il massimo dei risultati anche se per fortuna da quando è andata a convivere con il suo compagno Stefano fuori casa ed addirittura fuori regione in Toscana ci sembra aver addolcito e “smussato” un po’ il carattere.

Come reagire?

A volte bisogna allontanarsi anche fisicamente dalla situazione e riflettere, per esempio andando a fare un giro fuori. Così a fine giornata la rabbia dovrebbe sbollire. Io questo lo so razionalmente ma purtroppo non posso farlo perché non ho una casa mia visto che non lavoro e non ho quindi l’indipendenza economica nonostante la veneranda età di 51 anni compiuti. Col vostro aiuto e con quello degli assistenti sociali conto in futuro di poterla raggiungere ed avere quindi una vita mia personale, coniugale e familiare al di fuori della famiglia d’origine. Mi consola il fatto che data la diffusa crisi economica per colpa della pandemia che ha provocato una grave mancanza di lavoro molti giovani della mia età ed anche più anziani vivono questo problema. Quindi sono i genitori che aiutano i figli ed i nonni i nipoti e non viceversa.

Per difendersi emotivamente bisogna imparare a mettere dei paletti.

Capitolo 3°Esempi di libero arbitrio tratti da ospiti del centro diurno compresa la nostra psicoterapeuta Luciana Bottani-

Ad esempio, una nostra amica e collega del centro diurno è rimasta chiusa in casa per mesi, ed è stata malata. I suoi compagni del liceo la bullizzavano. Lei ha sofferto ma alla fine ha capito di dover uscire dal suo guscio. Alla fine è riuscita a stare meglio anche con l’ausilio di farmaci. Ha scelto di fuggire dalla cattiveria altrui e secondo me è stata molto brava.

La via del Bene comporta una scelta ma anche quando si è sulla via del Bene non lo si trova sempre. Ma se uno è sulla via del Bene perché Dio è misericordioso, la persona vince la sua causa. Quando si è così si sta bene con se stessi e con gli altri. Purtroppo devo ammettere che anche a me le regole stanno strette ed infatti io mi autodefinisco “uno spirito libero”, ma le regole ci sono perché altrimenti c’è il caos, l’anarchia. Questo vale anche in funzione del creato come “casa comune” che è un DONO che Dio c’ha fatto da usare responsabilmente. In proposito cfr. le encicliche Fratelli Tutti e Laudato Sì di Papa Francesco. Tra l’altro domenica 15 novembre è stata anche la 5° giornata mondiale dei poveri che è nata dopo la proclamazione del Giubileo Straordinario della Misericordia nel 2015 ed il Pontefice all’Angelus ci ha invitato ad iscriverci alla piattaforma “Laudato Sì” che promuove “L’ecologia integrale”, cioè le linee guida per la giusta relazione tra l’uomo ed il creato e ci ha anche ricordato che non si può scindere il grido dei poveri che sono sempre di più anche a causa dell’aumento dei contagi e dei ricoveri visto che stiamo vivendo la 4° ondata della pandemia da COVID 19 dal grido del creato che sta soffrendo una grave crisi per colpa dei cambiamenti climatici per non parlare dei moltissimi migranti che sbarcano sulle nostre coste ammassati sui barconi in condizioni disumane, (cfr. ad es. i migranti al confine tra la Polonia e la Bielorussia) e comunque la Germania l’Austria e buona parte dell’est europeo dove mancano i vaccini e la maggior parte della popolazione magari non ha fatto nemmeno la prima dose (cfr. soprattutto Romania, Bulgaria e Russia).

A questo punto la domanda importante è: Ci sono state scelte difficili nella nostra vita? Abbiamo sempre o per meglio dire mai fatto del Bene a noi stessi ed agli altri?.

 Altro esempio: Se incontro una persona maleducata e nervosa per strada ci sono tanti modi di reagire. La via del Bene può generare del Bene ma non sempre lo fa: la persona può anche reagire male oppure far riflettere.

Quindi ci sono diversi modi di ragionare:

A caldo cioè subito, così su due piedi.

A freddo cioè tirando in ballo il “MINDFULNESS” ovvero la consapevolezza di sé e dei propri limiti.

Anche la nostra mente ha diversi substrati:

La mente saggia coinvolge ragione e sentimento quindi c’è la logica ma anche il cuore. Quindi è una sorta di “ragione calda”.

La mente emotiva coinvolge solo la sfera delle emozioni.

La mente razionale è invece quella lucida, matematica, distaccata degli scienziati. Questa è la mente obbiettiva e fredda con cui si dovrebbe guardare alla realtà prima di agire.

Nella vita tutti possiamo cambiare anche se di poco perché se no diventa un alibi. Se uno dice: “Non ho imparato le cose da bambino, sono fatto così, pazienza e amen” ovviamene sbaglia.  

Infatti, ad esempio una nostra amica e collega del centro diurno dice: i bambini sono vivaci ma non si può sempre tener loro gli occhi addosso. Una delle sue nipotine ha scritto sulla scrivania della sorella, sua figlia s’è arrabbiata, ma in fondo ovviamente non è la fine del mondo. Quando la bambina finisce di disegnare, scribacchiare e scarabocchiare basta pulire. I bambini ascoltano, capiscono, ma non si può pretendere che mettano sempre tutto in ordine. Questo succede anche con le mie due nipotine di 9 e 7 anni, figlie di mio fratello Marco, minore di me di 11 anni.

I genitori dovrebbero capire il loro comportamento per empatia perché sono stati bambini anche loro e certamente si si saranno comportati così quand’erano piccoli. Si badi bene però che capire non significa dire di sì a tutte le loro richieste. Se no crescono viziati come la maggior parte dei figli unici. Per questo è importante che i bambini crescano in una famiglia il più possibile numerosa per capire il valore ma anche i diritti degli altri.

Aspetti contraddittori ed “ambivalenti” della mia personalità- Come dicevo, anche a me “le regole stanno strette”, ed, infatti, un nostro operatore del centro diurno mi chiama scherzosamente ed affettuosamente “caos calmo”.Tra l’altro anche l’arte terapia dovrebbe essere un calmante per i nervi e la rabbia perché in arte non si sbaglia mai: anche da uno scarabocchio iniziale può nascere un capolavoro. Basta metterci la mente saggia ma soprattutto il cuore. Anch’io talvolta mi arrabbio come tutti ed ho scatti d’ira improvvisi, “involontari”. Spesso parlo anche da sola ma sempre “involontariamente” o per meglio dire “inconsciamente”. E’ come se stessi parlando con un interlocutore immaginario. Io credo di rassicurarmi facendo così, ma in realtà questo è dovuto al mio disturbo ossessivo compulsivo, di cui soffro anche qui per l’invalidità, dovuta ad un parto prematuro di 7 mesi.

Tutti questi comportamenti avvengono perché in realtà non riesco a capire me stessa, non riesco sempre a prendere le decisioni migliori e non riesco a capire tutti i substrati della mia mente di cui abbiamo parlato sopra. Il mio vero problema è che li ho capiti ed accettati razionalmente ma non emotivamente. A tal proposito vorrei cercare di farli coincidere col vostro aiuto e la vostra consulenza perché se no rischio di avere “una personalità scissa“ anche se per fortuna non schizofrenica.

Accorato appello agli operatori ed ai medici e psicologi del centro ed ulteriori esempi di comportamenti devianti degli ospiti- A voi che lavorate in una struttura ad hoc non fa nessun effetto ma se fossi in un contesto di vita e di lavoro normale questa patologia sarebbe sicuramente gravissima e rimarrei disoccupata a vita. Io so che qui in centro diurno ci sono persone che soffrono di patologie più o meno gravi e so che alcune non ne hanno nemmeno percezione ovviamente non per colpa loro. Anch’io so di avere tanti difetti di personalità, perché altrimenti non mi sarebbe necessario recarmi nel nostro centro, ma per fortuna me ne rendo conto e questo è già un primo passo che serve per cercare di risolverli, mentre invece una persona con una personalità scissa non se ne rende neanche conto.

Capitolo 4°Mie conclusioni tristi ma anche autoironiche-

Forse però nonostante questa mia “personalità scissa o multipla” mi piace pensarmi come più unica che rara, anzi un “unicum”. Non esiste un’ altra come me, sono “un mito!” come dice un’altra nostra operatrice del centro diurno. Figuratevi che qui in centro diurno ho perfino imparato a rispettare gli orari del pranzo a furia di sentirmi cazziare da tutti, prima fra tutti mia madre che la mattina mi sbatte giù dal letto e fuori a pedate mentre c’è il volontario col volante della macchina in mano perché io personalmente non guido visto che per il mio problema di nascita sono spastica/paraplegica, con una tetraparesi e grandi problemi soprattutto alle gambe.

MORALE DELLA FAVOLA: INSOMMA, RAGAZZI, ALLA FINE DI TUTTO QUANTO DETTO CREDO DI DOVERVI FARE UNA CONFESSIONE: ODIO IL TEMPO CHE PASSA E LE PRIME COSE CHE DARO’ A S. PIETRO QUANDO MORIRO’ SARANNO LE SCARPE E L’OROLOGIO: COSI’ NON CI SARANNO PIU’ PROBLEMI DI PUNTUALITA’ E NON MI FARANNO PIU’ MALE I PIEDI QUANDO CAMMINO.

Nell’eternità per fortuna si sa il tempo non scorre più. L’eternità è un tempo senza tempo. POTRO’ FINALMENTE FARE TUTTO QUELLO CHE VOGLIO SIA PURE CON IL BENEPLACITO DEL PADRETERNO E DI TUTTE LE SCHIERE CELESTI. Avrò il tempo di riflettere con calma, prendere decisioni sagge e dare libero sfogo a tutti i miei sogni “strampalati” d’indipendenza che qui sulla Terra purtroppo non sono possibili. Inoltre sarò un’anima leggera come una libellula od

una farfalla visto che adesso sulla terra mi devo portare in giro la bellezza di 90 kg suonati. Tutti, ortopedico compreso, m’hanno sempre detto che dovrei dimagrire di 20 o 30 kg per facilitarmi, ma io non ci riesco. Per fortuna però non sono bulimica e non è che faccia dei gran bis delle portate o che stramangi. Semplicemente cammino pochissimo perché preferisco stare seduta a guardare la tv o a battere al PC o ad ascoltare musica sempre al PC in camera mia e perciò a volte questo problema del rapporto cibo/moto mi sembra che diventi un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire se non d’estate quando vado al mare e nuoto. Il nuoto, infatti, per me è lo sport ideale perché non appoggio i piedi per terra e quindi non mi fanno male, non devo camminare, c’è l’acqua che mi tiene su per il principio d’Archimede e non devo tenere l’equilibrio. Volendo metterla in tono scherzoso vorrei poter “nuotare” anche da “anima”, cioè da dopo morta in Paradiso, ammesso che c’arrivi perché secondo me arriverò a fatica col semaforo giallo ambra in Purgatorio. L’unico problema sarà chiedere agli angeli ed agli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele: ”Scusate dove sono i WC?” perché a causa della mia invalidità ho anche l’urgenza d’andare spessissimo in bagno.

Questo paragrafo è umoristico, ma dimostra anche tristezza. Avrei tante cose da dire su di me ma visto che sono una paziente del centro diurno è meglio che ne discuta a quattr’occhi con la nostra psicologa interna che infatti mi ha parlato anche personalmente dei vari àmbiti della mia personalità coinvolgendo anche gli altri componenti del nostro gruppo “Primavera Biodegradabile” che si riunisce nel nostro teatro il giovedì mattina.

Finalmente sono nell’eternità: tempo senza tempo. Che bello, era ora!

Speriamo però che le mie “urine spirituali” anziché essere una pioggia acida che inquina l’ambiente e danneggia il creato siano fatte a fin di Bene e diano copiose benedizioni! AMEN, CHE DIO M’ABBIA IN GLORIA!

Il vostro “mito”

Serena ospite del centro diurno

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