Vi presento Joe Black

Recensione di Matteo

Bill parrish (Antony hopkins) è il vicepresidente, nonché fondatore di una delle aziende più importanti di comunicazione. Bill ha due figlie, entrambe frutto del suo grande amore per una donna adorata è perduta: la più grande molto affettuosa ma superficiale e un po’ “sempliciotta”, la minore Susan (Claire Forlani) più intelligente, sensibile, ricca di qualità interiori, è chiaramente la sua prediletta.

Susan in attesa di andare a lavoro, incontra in un bar un giovane e spigliato ragazzo (Brad Pitt) del quale rimane subito affascinata e colpita. Nel mentre si salutano, il ragazzo si distrae nel tentativo di vedere la direzione presa dalla ragazza e viene investito da più macchine.  La sera del medesimo giorno, durante la cena, dopo un accenno di infarto avuto a pranzo, Bill, sente ancora la voce che gli dice che è fuori dalla porta e di farlo entrare. Fatto accomodare in biblioteca, si troverà di fronte la morte, Joe Black (Brad Pitt). La premessa del film riguarda la domanda che ognuno di noi almeno una volta nella vita si è fatto: quali sarebbero le nostre azioni sapendo il giorno della nostra morte? Bill Parrish si trova proprio in questa situazione. La affronta nel modo migliore, abbracciando i suoi affetti e cercando di trasmettere ad essi la sua visione dell’amore, ovvero lasciar perdere, in alcuni casi la ragione per far posto alle regole dettate dal cuore, facendosi quindi trasportare. Vi presento Joe Black, è un film secondo il mio parere complesso che ruota attorno al sentimento più conosciuto e allo stesso tempo, più intimo, l’amore. L’amore che danza con la morte, rispecchiando un po’ quello che siamo, il nostro modo di vivere, nella speranza di essere immortali e se mai possibile di trovare questa immortalità negli occhi di qualcun altro.

Nel film sono presenti moltissime citazioni, frasi e dialoghi stupendi, quelli che mi hanno colpito di più sono: “moltiplica ció che stai pensando all’infinito, gettalo negli abissi dell’eternità e vedrai solo uno spiraglio di ciò che vorrei dirti…”, io ci ho letto quanto siano stupendi i sentimenti, ma anche l’impossibilità spesso di poterli esprimere con chiarezza… mentre queste poche parole riescono invece a rendere perfettamente l’idea della loro immensità.

E poi non potevo non citare che cos’è l’amore secondo Bill:”… voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: “buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!”  Come trovarlo? Bè, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo.

Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai mai tentato non hai mai vissuto”.

In conclusione questo film lancia un chiaro messaggio ovvero che la morte ha perso, sconfitta dalla cosa più lontana da lei, la cosa che per definizione dovrebbe essere a lei distante, l’amore.

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