Lettera a un amico

di Kikka

Ciao Ivano. Sei stato il secondo operatore che ho conosciuto (in comunità, ndr). Era il 18 novembre 2019, ora di cena, e io non mi ero ancora ambientata. <<Vuoi fare il turno piatti?>>, mi chiedesti. Ed io: <<Sì!>>. Mi sentivo sicura, pur non sapendo esattamente che cosa dovessi fare, perché tu eri lì, vicino a me. Oggi è il 28 maggio 2021 ed io sono qui a piangerti. Ieri ti sei sentito male e non ti sei risvegliato più. Mi hai sempre “viziata”! Ricordo che la sera spesso ti fermavi con noi (ospiti ndr) in sala TV a guardare le partite, “Amici”, l”Isola dei famosi”. <<Mai un film serio>>, dicevi… Ricordo come resistevi al pressing di chi fumava per avere una sigaretta in più, le camomille che ci preparavi senza che te lo chiedessimo. Ricordo quando mi hai accompagnata in ospedale con un dito fratturato… <<Non posso entrare da sola!>> dissi <<sono una paziente psichiatrica e potrei avere una crisi da un momento all’altro e lui è il mio operatore!>>. Così, ridendo (di quello che avevo detto ndr) siamo entrati insieme- Ti ricordo al rientro dalla spesa, con le buste in mano e noi tutti intorno a richiedere le nostre cose… Ivano, che scherzo ci hai fatto? Resterai sempre nel mio cuore.

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